Il Monte Catria, un massiccio calcareo di
quasi 2000 m. e il Monte Fumaiolo sono le cime più alte.
Il promontorio del Conero, proteso sull’Adriatico, rappresenta
l’ultima propaggine dell’Appennino Umbro-Marchigiano.
La scarsa influenza mitigatrice dell’Adriatico riserva
alle Marche estati fresche e inverni innevati favorendo così il
movimento turistico. La vocazione turistica delle Marche
vanta perciò una solida tradizione: la costa, da Gabicce
a Senigallia, offre spiagge modernamente attrezzate, Pesaro
e Urbino, ricche di testimonianze storico-artistiche, sono
meta del turismo culturale. Molto vivace il turismo di montagna:
molto frequentate nella stagione invernale le stazioni sciistiche
di Bolognola, Castel Sant’Angelo sul Nera, Acquacanina,
Sarnano, e Ussita-Frontignano. D’estate queste località attirano
escursionisti per passeggiate a piedi e a cavallo. La presenza
di sentieri segnati consente anche il bicitrekking. Numerose
le attrattive paesaggistiche: Acquacanina è, ad esempio,
il punto di partenza per escursioni alle sorgenti del Nera
e al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il patrimonio naturalistico
marchigiano tutelato dello Stato è vasto e comprende
il Parco Naturale del Monte Conero e, in condivisione con
l’Abruzzo, il Parco Nazionale dei Monti della Laga.
Le rocche e i castelli delle Marche raccontano la storia
di questa regione e suggeriscono itinerari affascinanti alla
scoperta dell’arte fortificatoria rinascimentale dei
Malatesta, degli Sforza e dei Montefeltro. La lista dei castelli
famosi parte dal Castello di Gradara, di dantesca memoria,
e prosegue con la rocca di Sant’Agata Feltria nell’alto
montefeltro al sommo del blocco calcareo detto "Sasso
del Lupo", e la Rocca di Acquacanina è, ad esempio,
il punto di partenza per escursioni alle sorgenti del Nera
e al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il patrimonio naturalistico
marchigiano tutelato dello Stato è vasto e comprende
il Parco Naturale del Monte Conero e, in condivisione con l’Abruzzo,
il Parco Nazionale dei Monti della Laga.
Le rocche e i castelli delle Marche raccontano la storia
di questa regione e suggeriscono itinerari affascinanti alla
scoperta dell’arte fortificatoria rinascimentale dei
Malatesta, degli Sforza e dei Montefeltro. La lista dei castelli
famosi parte dal Castello di Gradara, di dantesca memoria,
e prosegue con la rocca di Sant’Agata Feltria nell’alto
montefeltro al sommo del blocco calcareo detto "Sasso
del Lupo", e la Rocca di San Leo, piazzaforte di origine
longobarda.
Colline e montagne nelle Marche sono segnate anche dalla
presenza del "sacro": se il santuario mariano della
Madonna di Loreto è tappa principe del turismo religioso
itinerari alternativi si possono costruire fra le abbazie
benedettine che puntellano i passi appenninici. Fra i luoghi
dello spirito vanno segnalati il complesso maestoso dell’Eremo
di Fonte Avellana ai piedi del Monte Catria edificato mille
anni fa e il complesso benedettino di San Vincenzo al Furlo
che sorge su un passo appenninico lungo la via Flaminia.
Suggestiva anche l’abbazia di San Vittore delle Chiuse
nella gola montana in cui scorre il fiume Sentino. L’abbazia
dei Santi Russillo e Vitale documenta, poi, la diffusione
dei benedettini anche sui Sibillini.